venerdì 30 marzo 2007

lichtdom

Questo è uno dei più straordinari allestimenti mai visti.

Norimberga, 11-IX-1937, LICHTDOM

congresso del partito nazista del 1937, allestimento progettato dall'architetto di Adlof Hitler, Albert Speer. Lichtdom, come tu saprai vuol dire duomo di luce. Lo spazio è delfinito da 150 proiettori di contraeree puntati verso l'alto. Lo spazio è definito da muri di luce, un rettangolo luminoso. Lo spazio è definito da flussi di energia, architetura senza materiale. Architettura che non esiste, si dissolve con l'apparire dell'alba.

Marshall Mcluhan diceva che il medium è il messaggio, "il mezzo è il messaggio". Consideriamo quindi che il lichtdom non ha come messaggio il nazismo, ma al contrario il messaggio è la luce e lo spazio da essa definita. La luce l'energia positiva dello spazio da un lato, a contrasto dell'oscurità e l'aberrante negatività del nazismo. Concluderei questo topic con un frase. GEGEN NAZIS. Sono certo ne comprendi a pieno il significato







giovedì 29 marzo 2007

work in progress






sto verificando i primi frutti del mio sistema ritmo-immagine.
aspetto di conoscere presto anche la tua opinione.
ciao bello.

domenica 25 marzo 2007

ritmo


sto preparando un lavoro che avevo in mente da tempo partendo da delle fotografie che ho fatto un anno fa. potrebbe avere una funzione propedeutica per il nostro progetto, a presto i dettagli.



si tratta di uno studio su ritmo e immagini. sto creando un sistema.






sabato 24 marzo 2007

strutture

forse il discorso sta ruotando troppo attorno ai materiali. ho cominciato a pensare alle connessioni possibili tra struttura e ritmo, forse è un ambito più interessante o quanto me no proficuo per la nostra indagine. i materiali ci obbligano sostanzialmente ad una scelta che lo si voglia o no soggettiva. una obiezione potrebbe essere che lavorando come abbiamo deciso sarebbe il materiale stesso ad auto determinare la struttura. la mia idea è quindi: lavoriamo ad una struttura che poi determinerà in modo inequivocabile il materiale. questo forse ci porterebbe nella direzione di ottenere dei risultati "tangibili" ognuno in un proprio campo, non che sia una necesstà, ma stavo solo tirando qualche conclusione di quanto scritto.

digestione, assimilazione.

abbiamo messo molta carne sul fuoco e credo sia anche per questo che ci sia stato un po' di silenzio su questo blog, una specie di sonnellino dopo pranzo.
in questi giorni ho digerito ed assimilato alcuni concetti espressi in precedenza.
ad esempio sistema. mi è tornato in mente quando ho cercato di ipotizzare se da un elemento qualsiasi (non voglio parlare di suoni o materiali) è possibile esptrapolare un metodo di lavoro che trascenda dalla soggettività. ecco forse in questo momento credo che ciò che più desideri per questo preogetto sia questo trascendere dalle inclinazioni soggettive. prendiamo un materiale e facciamo che ci spieghi come disegnare e comporre. il fatto è che forse pensiamo troppo alla realizzazione della cosa. forse lo spazio che otterremo è qualcosa di irreale e totalmente ideale. non è facile nemmeno immaginarlo. ripensando al concetto di tabella però ho avuto dei dubbi. in fondo il lavoro di accostamento timbri materiali mi sembra un poco campato per aria.

ti lascio con una domanda. se esistesse una cosa (un formato, un supporto, un luogo o uno o più suoni) direttamente determinato da musica e architettura, cosa (o come) sarebbe?

e ancora: siamo sicuri che le scienze o arti che vorremmo applicare si chiamino musica e architettura? nel mio caso non ne sono sicuro. credo che il campo neutro di applicazione delle nostre specializzazioni (perchè di questo alla fine si tratta) sia una sorta di design. ma di cosa?

mercoledì 7 marzo 2007

carne sul fuoco

100 arpe. è ovvio che non possiamo definirlo ora. però era una suggestione divertente. 100 non è un numero, 100 vuol dire tantissime. Racconta l'ambizione di fare una cosa nuova. 100 arpe tutte insieme è una pazzia, un sogno. è il nostro progetto. Forse questo sarà il titolo del nostro progetto, anche se magari non ci sarà nemmeno un arpa. Magari il sottotitolo magari non sarà nulla. Per il momento è una suggestione divertente.

potrebbe un suono determinare uno spazio? o meglio potrebbe un suono influenzare la forma? La forma è il risultato finale di un processo progettuale. Forse quindi è più corretto chidersi se il suono, per influenzare la forma non agisca sul processo progettuale. Mi rendo conto che queste sono solo parole e che usarle è molto più difficile di quello che ci si aspetti. Ma noi ci capiamo lo stesso.
La mia domanda è se tutto questo non possa avvenire nella direzione opposta oltre che in questa:
può uno spazio influenzare un suono?
può una forma(processo progetuale) influenzare un suono?

in ogni caso quello che a noi interessa è il rapporto biunivoco tra lo spazio e il suono. A proposito di questo riporto di seguito uno scritto di Calvino: "la macchina letteraria può effettuare tutte le permutazoni possibili di un dato materiale; ma il risultato poetico sarà l'effetto particolare di un di queste permutazioni sull'uomo di coscienza".
Nicolin (architetto) riprende questa frase e ne afferma la sua universalità: può perfettamente essere adattata alla discussione sull'architettura.
Forse anche al nostro progetto.
Getto carne sul fuoco. Una parte funzionerà, una parte no.

premessa tardiva #02

ok riguardo ai fallimenti non credo ci si debba preoccupare troppo, è sempre meglio comunque fare che oziare. e poi io vorrei impostare questo dibattito preliminare on line come un qualcosa di chiaramente limitato nel tempo, non so quanto, è presto, ma decideremo insieme.
in ogni caso mi sembra davvero importante affrontare seriamente questo inizio di lavoro, dato che la maggior parte (o forse no?) del progetto prenderà vita tra questi posts.

sono anch' io dell' idea che è troppo presto per sapere già quale sarà il risultato o per meglio dire l' output del nostro progetto. il concetto dei sistemi è interessante, onestamente ho bisogno di metabolizzare un po' il concetto, anche se nelle mie prime riflessioni è emersa la parola tabella di conversione materiali-timbri, anche se forse corro un po'. al posto di timbri potrebbe tranquillamente trovarsi strumento o più semplicemente suono. questo per dire che forse non siamo troppo lontani.

dobbiamo regredire al livello idea. già in fondo qual' è la nostra idea? potrebbe anche essere duplice e ottenere un risultato unitario da questo dualismo. la mia indagine potrebbe un suono autodeterminare uno spazio? o meglio potrebbe un suono influenzare la forma?
sinceramente ci devo pensare ancora un po', ma vorrei sapere la tua opinione.

ho molto apprezzato il tuo lavoro di oslo, è un buon punto di riferimento.

ps: abbandoniamo l' idea delle 100 arpe, l' idea di 100. è stupido essere ancora al punto di definire il concetto base ma sapere già queste cose.non trovi?

martedì 6 marzo 2007

particolare. una premessa tardiva, ma necessaria.
Io, come te del resto non ho mai avuto grande confidenza con questo mondo informatico dei blog bla bla bla. Io ha già due esperienze alle spalle che mi raccontano che i blog, i forum, internet in generale non servono gran che a mantenere i rapporti o a costruire e progettare.
Esperienza 1: il forum AdC. Inizialemte molto frequentato, ma poi caduto in disuso, raccolta nevrotica di sole cazzate, falimento completo.
Esperienza 2: ti avevo accennato di un prgetto che avrei dovuto fare con un ragazzo di Milano mentre ero ad Oslo. Noi abbiamo puntato tutto sulla comunicazione telematica e non ha funzionato. Non saprei perchè, ma un secondo fallimento.

Questo non significa che dobbiamo mollare il blog. Significa solo che dobbiamo essere consapevoli dall'inizio dei limiti di questo tipo di comunicazione e che se non dovesse funzionare probabilemte una causa potrebbe essere il blog.
In ogni caso l'imperativo è quello di provarci. Magari dimostrare che forse può funzionare lo stesso, al di là delle cazzate informatiche.

p.s.: giovedì questo al politecnico viene ripetuta l'esecuzione di concerto per 12 radio di john cage suonate con i radio-quadri di cui ti ho parlato. se sei qua magari potremmo fare un salto.
ciao

scripta manent

ps: scarica le foto perchè viste dal blog non hanno nua bona risoluzione.

riferimento_01

riferimento_01

queste sono immagini di un lavoro che ho fatto mentre studiavo ad Oslo. Sono molto legato a questo lavoro, trovo che sebbene ancora non del tutto maturo sia un progetto forte. Voglio che tu lo veda perchè è un lavoro che in qualche modo anticipa una parte delle riflessioni di questo progetto.Proverò a spiegarlo in due parole anche se non sarà semplice.Il tema del progetto è "sistemi come generatori di spazio".Cosa si intende con sistemi? I sistemi sono un insieme di elementi che interagiscono tra loro seguendo delle regole. Una volta trovato un sistema nel quale si riesce a intravedere una potenzialità come elemento ipiratore di spazio si identificano gli elementi e le regole che lo compngono e le si applica ad una discussione di architettura.E' un po' sbigativo visto in questo modo ma in termini generali questo è il tema.Il sistema che io ho preso come riferimento è ispirato dai sistemi compositivi di John Cage. Indeterminazione.Quindi nel mio progetto si prova ad applicare il vocabolario della musica a quello dell'architettura. Materiale= timbrica oppure movimento=dinamica oppure struttura=tempo eccetera.Il risulato è questo.Un parco urbano pubblico aperto. Questo parco è composto da una serie di pezzi a pianta quadrata di 24 per 24 metri. Ognuno di queste parti è paragonabile ad un suono. Ognuna di queste parti è una superficie calpestabile (terreno) ondeggiata sempre in modo diverso. Ogni pezzo(suono) è diverso dagli altri. Ogni pezzo(suono) ha diverse altezze (ampiezza) diverse ondulazioni (timbro) diversa posizione (frequenza) eccetera. Questi pezzi (suoni) che non sono altro che delle superfici di terreno ondulate di 24 per 24, sono affiancati uno all'altro adattandosi ad uno spazio che dovrebbe essere un ipotetico vuoto urbano. L'insieme di questi pezzi affiancati è la composizione musicale-spaziale. Quando due pezzi, cioè due superfici ondulate diverse si incontrano vengono a crarsi degli spazi ogni volta diversi e imprevedibili. A volte c'è una continuità tra due pezzi ed è possibile camminare tra un suono e l'altro. Altre volte i due pezzi affiancati si scontrano e formano un muro a causa delle loro diverse altezze. Altre volte il muro è nvalicabile, perentoreo, troppo alto. Altre volte è minimo, scavalcabile, diventa una seduta.Questo è in due parole tutto il progetto. Troppo veloce e sbrigativo, lo so.Le immagini che seguono sono foto del modellino finale che avevo fatto interamante in gesso. Il modellino era veramente fantastico, credimi. Nemmeno le fotografie sono male. Tralascio le centinaia di foto delle migliaia di esperimenti e modellini che avevo fatto. Questo è solo il modello finale.

conclusione:
è questo un riferimento?
è questo un inizio?
un elemento ispiratore?
un esempio negativo?
un punto da cui partire?
un inizio o una fine?
è questo progetto concluso?
è il nostro progetto in qualche modo legato a queste immagini?






riflessione_01

bene.
cominciamo.
Forse il lavoro a cui stiamo andando incontro non è una composizine. Non è un brano o un pezzo. O almento non nel senso tradizionale del termine.Forse è un metodo. Un sistema con una serie di regole, determiante o indterminate ma un insime di elementi interagenti tra loro in qualche modo. Non so se sia corretto dire metodo.In ogni caso mi sembra di intuire che la riflessione che facciamo porterà ad avere uno strumento, uno spazio, qualcosa che noi poi utilizzeremo per far suonare una composizione. Una composizione che sarà la nostra, ma avrebbe potuto essere un altra, magari una composizione di chi vive lo spazio, di chi lo attraversa.

Spazio=strumento ?
spazio=composizione ?
Spazio=suono ?
materiale=suono ?

Definire uno spazio tramite il suono? sul treno..

definire uno spazio tramite il suono. costruire un edificio sonoro. rapporto materiale-timbro. che rapporto tra materiale, timbro e dinamica? armonia? necessità di una tabella di conversione materiali-timbri? scelta strumenti.cercando un concetto dentro ad un concetto, potrebbero degli strumenti (e quindi dei materiali) condizionare la forma a prescindere dalla retorica? ricerca dell' idiomaticità.