abbiamo messo molta carne sul fuoco e credo sia anche per questo che ci sia stato un po' di silenzio su questo blog, una specie di sonnellino dopo pranzo.
in questi giorni ho digerito ed assimilato alcuni concetti espressi in precedenza.
ad esempio sistema. mi è tornato in mente quando ho cercato di ipotizzare se da un elemento qualsiasi (non voglio parlare di suoni o materiali) è possibile esptrapolare un metodo di lavoro che trascenda dalla soggettività. ecco forse in questo momento credo che ciò che più desideri per questo preogetto sia questo trascendere dalle inclinazioni soggettive. prendiamo un materiale e facciamo che ci spieghi come disegnare e comporre. il fatto è che forse pensiamo troppo alla realizzazione della cosa. forse lo spazio che otterremo è qualcosa di irreale e totalmente ideale. non è facile nemmeno immaginarlo. ripensando al concetto di tabella però ho avuto dei dubbi. in fondo il lavoro di accostamento timbri materiali mi sembra un poco campato per aria.
ti lascio con una domanda. se esistesse una cosa (un formato, un supporto, un luogo o uno o più suoni) direttamente determinato da musica e architettura, cosa (o come) sarebbe?
e ancora: siamo sicuri che le scienze o arti che vorremmo applicare si chiamino musica e architettura? nel mio caso non ne sono sicuro. credo che il campo neutro di applicazione delle nostre specializzazioni (perchè di questo alla fine si tratta) sia una sorta di design. ma di cosa?
sabato 24 marzo 2007
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