giovedì 12 aprile 2007

traduzione analogica(?) vs interpretazione variabile(?)

ottimo.
il lavoro mi paice e in qualche modo trovo che sia un lavoro propedeutico anche al nostro lavoro.Le immagini sono molto belle ed anche la loro composizione è forte.Le immagini effettivamente raccontano un movimento, una dinamica che cambia di intensità, un evoluzione di una situazione in un determianto tempo. Variazione che catturi con la macchina fotografica.La mia critica è mirata a farti riflettere sulla grandissima e imprevedibile varietà della variazione delle fotografie. Ogni singola immagine è unica, irripetibile e assolutamente speciale. L'operazione che tu fai è quella di trasformare questa immagine in un linguaggio adatto ad esere suonato. Il punto è che queste immagini hanno un margine di variabilità infinito, tutte le volte diverso e irripetibile. Piuttosto che dividere e organizzare le immagini in gruppi rigidi o in un numero di casi limitati forse dovresti trovare il modo di rendere la lettura di questo movimento assolutamente speciale ogni volta come del resto sono le immagini. In pratica io trovo che il potenziale di quelle immagini sta nel fatto che il movimento può apparire estrememente diverso tutte le volte e che quindi invecie di ridurre le immagini ad una banca dati di sei casi dovresti piuttosto ampliare il numero di casi.Questo lavoro ha , nel bene e nel male, le caratteristiche di una traduzione analogica a mio modo di vedere. All'immagine A corrisponde una quartina con accento sulla prima, all'immagine B corrisponde una quartina con l'accento sulla quarta ecc... Ovviamente tutto questo è grazie alla tua sensibilità nella lettura delle immagini ma credo che questa lettura renda rigido un sistema al contrario molto più imprevedibile.Tanto per cominciare dovresti estremizzare, spingere di più sulle fotografie. Hai trovato il modo di fare interagire un elemento luminoso con l'obbiettivo aperto per un determianto tempo ed ottenere delle immagini. Ne servono di più. Devi avere 1000 immagini anche simili ma parzialemtne diverse. Io trovo che sia proprio nella loro diversità, anche minima, la critica alla tua composizione di adesso. Il silenzio poi non è una cosa che devi imporre. Credo che dovrebbero essere le immagini stesse a spingerti a capire quando essere fermi e quando no. Il fatto di avere 1000 immagini poi non vuol dire che non le puoi ripetere, anzi puoi farlo tutte le volte che vuoi.

In conclusione, dopo tutto questo casino probabliemnte poco chiaro: hai per le mani un materiale molto potente. Mi riferisco alle immagini. Ora hai 6 casi studio ma dovrebbero essere almeno 1000. Credo che non dovrebbe essere una traduzione binaria, piuttosto un sistema capace di leggere le sfumature e la forza di queste immagini e tradurla in una sistema altrettanto raffinato e variabile.

Mi rendo conto che quello che dico non tine conto della realtà. Lo so che non puoi metterti a fare 1000 fotografie.(o forse sì?) Però in questo ambito non ci sono compromessi, se una cosa deve essere immaginata in un modo è così e così soltanto che deve essere immaginata.
buon lavoro
Michele

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