lunedì 9 aprile 2007

untitled patterns etude nr. 01


dopo una più o meno lunga gestazione patterns etude nr. 01 ha finalmente visto la luce! in realtà mi rendo conto che non è facile criticare un proprio lavoro, soprattutto quando il risultato non si colloca nel proprio canonico campo di applicazione. il lavoro che ho fatto parte da delle fotografie che ho scattato gli scorsi due anni e hanno la caratteristica comune di semplificare un dato movimento. partendo da questo ho fatto corrispondere ad ogni immagine una figura basilare del solfeggio ritmico (per facilitare la comprensione prendo, ad esempio, una quartina di 16simi, ma avrei potuto utilizzare una terzina o una quintina, una sestinao una settimina, ecc....). la direzione di questo piccolo frammento di frase o pattern è data dall' accento.



questo è il sistema di equazioni con il quale ho composto su pentagramma quello che poi tradotto su "tela" è diventato questo lavoro grafico. ogni singola linea è stata creata orizzontalmente e quindi ogni linea verticale è frutto di una combinazione involontaria e (solo) a priori indeterminata di patterns. fondamentalmente la figura suggerisce in che regione della cellula si trova l' accento, sia esso all' inizio, a metà, alla fine, inizio-fine, appena dopo l' inizio, indipendentemente dal numero di pulsazioni all' interno della cellula.



iniziando una critica potrei dire che manca deliberatamente un elemento molto importante in musica e, in senso traslato, anche in architettura, il silenzio. lo so e lo sapevo anche durante la preparazione, ma come approccio preferisco sempre destrutturare. in una chiave più essenzialista la cellula senza accenti e tutte le pulsazioni non accentate potrebbero quindi essere omesse (completamente omessa l' immagine della figura senza accenti). anche dal punto di vista musicale, immaginando quallo che ho scritto essere destinato ad un esecuzione su un tamburo, ciò che importa è il ritmo dato dagli accenti. la struttura di 16simi non ha nessuna rilevanza che sia estetica o timbrica. è semplicemente un tappeto non essenziale ai fine dell' esecuzione.

in questo modo anche il lavoro grafico avrebbe più respiro e nel gioco di caselle piene e vuote (a questo punto al posto dell' immagine succitata ci sarebbe un vuoto, uno spazio non riempito o non delimitato) si creerebbe un secondo ma non meno importante gioco di ritmi.
aspetto critiche. ciao bello.


Nessun commento: